Proposta di agenda · 13 luglio 2026

Workshop BNL AI Native / AI Agentica

Una giornata di lavoro per condividere una cornice comune sull’AI agentica, sperimentare su scenari controllati, individuare le piste più promettenti da approfondire e chiudere con una visione concreta su adoption, governance e valore nel tempo.

DataLunedì 13 luglio 2026
Orario10:00–17:50
LuogoTAG Ostiense
FacilitazioneTAG

Obiettivo del workshop

Il workshop è pensato come una giornata pratica, non come una presentazione frontale. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a capire cosa significa lavorare con agenti AI dentro un contesto bancario: quali attività possono leggere, preparare o supportare; quali limiti devono rispettare; quali condizioni servono per passare da un’idea a un esperimento sicuro.

La giornata alterna momenti di allineamento, lavoro a gruppi e restituzione. Alla fine il gruppo avrà una shortlist di 2–3 piste da approfondire, con una prima lettura di valore, fattibilità, dati necessari e presidi di governance.

1. Logica della giornata

MomentoPerché esisteOutput
AllineareMettere tutti sullo stesso piano: cosa sono agenti, tool, MCP/API, context layer, human-in-the-loop e policy.Un vocabolario comune e una cornice non ideologica.
SperimentareFar vedere che in poche ore si può costruire o simulare qualcosa di utile, senza usare dati reali BNL.Tre prototipi/canvas di gruppo su scenari sintetici.
Decidere cosa esplorareCapire quali piste meritano un secondo passo e quali condizioni minime servono per non fare teatro.Shortlist 2–3 esperimenti, criteri e owner BNL.
Lasciare visioneChiudere con il salto di scala: dal singolo demo a un layer di contesto che apprende e genera compound effect di valore.Una direzione chiara per adoption e roadmap 3–6 mesi.

2. Cornice di partenza

Punto di partenza

  • L’AI agentica consente di ripensare attività operative in cui oggi convivono dati, controlli, decisioni e passaggi tra sistemi.
  • Il tema non è introdurre un nuovo chatbot, ma capire dove un agente può leggere contesto, preparare output utili e proporre azioni dentro regole chiare.

Perché serve lavorare su casi concreti

  • Il gruppo potrebbe avere livelli diversi di familiarità con agenti, tool, API, context layer e human-in-the-loop.
  • La parte pratica serve a spostare la conversazione da “cosa è possibile” a “cosa possiamo provare davvero, con quali limiti”.
  • Il laboratorio permette di discutere valore, rischio e fattibilità sullo stesso oggetto, non su concetti astratti.

Vincoli e accortezze

Dati

Nessun dato reale BNL nel lab. Solo dataset sintetici, casi inventati o pain point raccontati in forma non sensibile.

Device

Predisporre tre postazioni di lavoro, una per gruppo, con strumenti già testati, materiali di partenza e dataset sintetici. I device personali dei partecipanti possono restare di supporto.

Ruoli

La facilitazione alterna momenti plenari, lavoro a gruppi e restituzione, mantenendo il confronto operativo e accessibile anche ai partecipanti meno tecnici.

3. Struttura proposta della giornata

OrarioModuloFormatoObiettivo
10:00–10:20Setup e contratto della giornataPlenariaChiarire il patto: giornata pratica, dati sintetici, confronto aperto, nessuna decisione di prodotto da forzare.
10:20–11:20Keynote + Q&A30’ keynote + 30’ domandeAllineare la stanza su AI agentica, MCP, tool layer, context layer, policy e audit. Le domande servono a far emergere dubbi veri prima del lab.
11:20–11:35Brief del laboratorioPlenariaPresentare i tre scenari, le postazioni di lavoro, le regole del gioco e il canvas unico per i gruppi.
11:35–13:00Lab 1: prototipare o simulare3 gruppi facilitatiOgni gruppo lavora su uno scenario e produce un primo flusso: cosa legge l’agente, cosa prepara, cosa non può fare, chi approva.
13:00–14:00Pausa pranzoInformaleUsare la pausa per ascoltare obiezioni, sponsor naturali e casi che non sono ancora usciti in plenaria.
14:00–15:25Lab 2: rendere il flusso presentabileGruppi facilitatiStabilizzare demo/canvas, chiarire valore, rischi, dati necessari, policy e primo esperimento sicuro.
15:25–15:40PausaPreparare le restituzioni: 10 minuti netti per gruppo.
15:40–16:20Presentazione gruppi10’ per gruppo + cambioFar vedere cosa si è riusciti a fare in poche ore e raccogliere i pattern comuni: valore, blocchi, dipendenze, condizioni di sicurezza.
16:20–16:55Scelta delle piste da esplorarePlenaria guidataArrivare a 2–3 ipotesi da approfondire: cosa merita un prototipo, cosa richiede dati/architettura, cosa va scartato o rimandato.
16:55–17:35Chiusura: dal demo al valore nel tempoChiusura ispirazionale pragmatica“Abbiamo visto cosa si può fare in poche ore. Questo è ciò che potremmo fare nel tempo”: context layer, intelligenza organizzativa, adoption reale, valore che si accumula.
17:35–17:50Next step leggeriPlenaria finaleConcordare follow-up, materiali da produrre e chi deve essere coinvolto nel passaggio successivo.

4. Scenari da valutare per il laboratorio

Scenario A — Processo assistito con dati sintetici

Usare un caso controllato per mostrare come un agente può leggere contesto, preparare un output spiegabile e proporre il passaggio successivo. Tutto avviene su dati finti e richieste realistiche, senza esporre dati o decisioni reali.

Scenario B — Un pain dall’assessment

Partire da un dolore concreto emerso dal mini-assessment o dalla stanza e costruire un agente che lo riduce: leggere contesto, preparare una risposta, generare un controllo, proporre un’azione con approvazione.

Scenario C — Caso inventato, sorpresa anche per loro

Preparare prima un caso sintetico ben studiato: azienda, fatture, movimenti, scadenze, anomalie e vincoli. Il gruppo lo scopre in sala e lavora come se fosse un cliente reale, ma senza rischi.

Progressione comune

Ogni scenario segue la stessa scala: read-only, prepare-only, execute-with-approval. Così business, tecnologia e rischio discutono sullo stesso oggetto.

Ruolo risk/DPO nel gruppo

In ogni gruppo una persona deve fare il “red team” del flusso: bloccare ciò che non sta in piedi, chiedere audit, imporre limiti, trasformare l’obiezione in design.

Output wall

A fine lab tutti usano lo stesso canvas. Si appendono i risultati, si vota e si sceglie cosa esplorare: non il caso più spettacolare, ma quello con miglior rapporto valore/fattibilità/sicurezza.

5. Canvas per i gruppi

CampoDomande guida
ScenarioChe attività o frizione stiamo affrontando? Chi è l’utente o il beneficiario?
ValoreQuale tempo, errore, attrito, rischio o mancata adoption riduciamo?
DatiQuali dati servono? Possono restare nel perimetro BNL? Cosa va sintetizzato o mascherato?
AzioniL’agente legge, prepara o esegue? Quali azioni richiedono firma, approvazione o doppio controllo?
PolicyQuali limiti servono: importo, beneficiario, nuovo IBAN, frequenza, ruolo, rischio, audit?
EsperienzaCome rendiamo l’output comprensibile e fidato per una persona non tecnica?
EsperimentoQual è il primo test sicuro in 4–6 settimane?

6. Mini-assessment da mandare prima

Obiettivo: raccogliere segnali leggeri dai partecipanti per tarare scenari, esempi e livello tecnico della giornata.

Formato consigliato: survey secca, 5 minuti, risposte aperte brevi. Nessun dato sensibile o caso cliente identificabile.

7. Setup operativo

Postazioni

Tre postazioni pronte, una per gruppo, con strumenti testati, dataset sintetici e prompt/scenari pre-caricati.

BNL

Lista partecipanti con funzione, conferma su eventuali device personali di supporto e vincoli non negoziabili già noti.

Facilitazione

Il team di facilitazione guida i momenti plenari, supporta i gruppi, raccoglie domande e mantiene la conversazione concreta.

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Enhanced Claudio
Potenziato — non sostituito

Versione AI-augmented del pensiero di Claudio: i suoi input, il suo intero second brain, fatti da fonti pubbliche.

  1. Input di ClaudioLa sua voce, le sue opinioni e la direzione, in prima persona.
  2. Second brainCalibrato sull'intera knowledge base: email, meeting, note, CRM e documenti.
  3. Fonti esterneFatti e riferimenti tratti da fonti esterne e pubbliche.
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